Segni della morte imminente: come riconoscerli e cosa fare - Exequia
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Segni della morte imminente: come riconoscerli e cosa fare

15/07/2021
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Gli ultimi momenti della vita di un essere umano possono essere davvero difficili da gestire. Se vi è mai capitato, purtroppo, di assistere al capezzale una persona in fin di vita saprete certamente che si tratta di una situazione molto dolorosa, non tanto per chi se ne sta andando ma soprattutto per tutti coloro che lo assistono.

Quando la situazione di salute è molto compromessa, generalmente sono i medici ad avvisare i familiari che non c’è più niente da fare. A questo punto c’è chi decide di procedere sottoponendo il malato ad ulteriori trattamenti medici o a rianimazione, se necessario, e c’è chi invece preferisce portare a casa il proprio caro nella speranza di dargli una fine serena, circondato da tutti i suoi affetti più cari. In entrambi i casi, quando una persona sta per morire si verificano alcune circostanze particolari che bisogna conoscere anche per sapere cosa fare e come comportarsi.

La morte oncologica

I malati terminali oncologici, generalmente hanno tantissimo dolore. Non è assolutamente necessario soffrire ed è per questo che i medici sottopongono questi pazienti a una sedazione molto forte, ma sempre controllata, a base di farmaci come la morfina che ai giusti dosaggi garantiscono di contrastare il dolore, senza dormire o entrare in stato confusionale.

Sintomi di avvicinamento alla morte

Esistono dei tipici segni fisici indicativi di morte imminente. Ad esempio, lo stato di coscienza può ridursi, gli arti diventano freddi, talvolta bluastri o chiazzati perché il sangue non circola più bene. Il respiro può farsi irregolare. Nelle ultime ore, possono subentrare uno stato confusionale e sonnolenza. Il malato quindi avrà bisogno di riposo e di qualcuno che lo rassicuri anche perché potrebbe diventare irrequieto o agitarsi ed entrare in uno stato confusionale. Al momento della morte, possono anche comparire contrazioni muscolari involontarie e il torace può sollevarsi come durante la respirazione. Anche dopo l’arresto respiratorio, è possibile che il cuore si contragga ancora per qualche minuto e potrebbero comparire convulsioni di breve durata.

Rantolo della morte, durata

In particolare, uno dei sintomi di morte imminente è il cosiddetto rantolo della morte. Si tratta di un particolare rumore, simile a un respiro affannoso e irregolare, che è molto forte e che può diventare sempre più forte man mano che si avvicina il momento della morte. Per chi sta per morire non è doloroso o fastidioso, ma può essere molto fastidioso da ascoltare per i parenti, indotti a credere che la persona stia in qualche modo soffrendo.

Il rantolo della morte invece è causato dalle secrezioni faringee che, a causa dell’inefficienza dei muscoli della gola, provocano un respiro rumoroso. Il rumore si può ridurre facendo cambiare posizione al malato o ricorrendo a farmaci che asciugano le secrezioni. Questo trattamento è di grande conforto per la famiglia e gli assistenti. In realtà il respiro agonico non dà alcun fastidio al malato perché compare quando il paziente non può rendersene conto e non provoca dolore. Può continuare per ore e spesso significa che la morte arriverà nell’arco di ore o di pochi giorni. In alcuni casi, proprio prima di morire, i pazienti riacquistano un momento di lucidità per poi ripiombare in uno stato di incoscienza e quindi morire.

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