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Dispersione delle ceneri in mare, legge e normative

09/11/2020
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Quando si fa la scelta della cremazione è poi necessario decidere in quale luogo conservare le ceneri del proprio caro defunto. C’è chi decide di tumularle o seppellire l’urna in cimitero, chi invece preferisce tenerle in casa e chi decide di disperdere le ceneri nella natura, magari seguendo la volontà del defunto. Per informazioni più dettagliate sui costi della cremazioni, leggete la nostra pagina Quanto costa un funerale con cremazione. La dispersione delle ceneri è regolata dallo Stato, anche se in alcuni casi le singole Regioni hanno il potere disciplinare. La legge prevede che sia la cremazione che la dispersione, possono avvenire solo se autorizzate dall’ufficiale di stato civile su espressa volontà del defunto. Il defunto può esprimere a parole la sua volontà ai parenti più prossimi, oppure in testamento. Nel caso in cui il defunto non avesse espresso alcun desiderio in proposito, prevarrà la volontà del coniuge o, in sua mancanza, del parente più prossimo esposta all’ufficiale di stato civile.

Anche quando si pensa di disperdere le ceneri nella natura, la pratica deve avvenire solo nelle zone consentite dalle autorità. Ad esempio, è vietato spargere le ceneri nei centri abitati o nelle aree private, a meno che non vi sia una specifica autorizzazione del proprietario che in cambio non può pretendere denaro, poiché la dispersione non può essere svolta con fini di lucro.

Una volta accertata la volontà del defunto o dei parenti più prossimi, occorre decidere in quale modo disporre delle ceneri. La dispersione in natura infatti non può avvenire dovunque ma esclusivamente in una zona consentita dalle autorità. In alcuni cimiteri, come il cimitero di Prima Porta a Roma, esistono anche delle zone verdi boschive e laghetti dove è possibile celebrare il rito della dispersione. Se invece si sceglie di disperdere le ceneri in mare, lo si può fare soltanto in tratti liberi da natanti o da manufatti, ad almeno 100 metri dalla riva. Stesse regole valgono per fiumi e laghi e in tutti i casi la dispersione deve essere autorizzata dal Comune. La domanda di dispersione delle ceneri in natura può essere presentata al Sindaco del Comune nel quale è avvenuto il decesso, oppure al Comune di residenza del defunto nel caso in cui il decesso sia avvenuto in un’altra Regione, oppure ancora al Comune dove sono già state tumulate le ceneri. La dispersione delle ceneri non autorizzata o che viene effettuata con modalità diverse rispetto a quanto indicato dal defunto, è un reato penale che prevede la reclusione da due mesi a un anno e il pagamento di una multa salata.

Soltanto le persone autorizzate possono disperdere le ceneri in mare. Nel caso in cui il defunto non abbia indicato la persona che dovrà farlo, sono autorizzati alla dispersione il coniuge, altri familiari che ne hanno diritto e chiaramente anche il personale autorizzato del Comune che svolge attività di servizio funebre. Solo le agenzie funebri più qualificate offrono il servizio di dispersione delle ceneri in mare, un servizio complesso perché richiede l’uso di una imbarcazione per allontanarsi dalla costa e la predisposizione di tutto quel che serve per rendere la giusta importanza alla celebrazione di un rito così intimo.

Qualora il defunto abbia dato indicazioni, è anche possibile accedere al servizio di Diamantificazione delle ceneri.

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