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Rimpatrio salma all’estero, tutto quello che c’è da sapere

26/10/2022
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Movimentare una salma significa disporre tutto quanto necessario per fare un viaggio in aereo, via treno, via nave di un defunto. Questo comporta il rispetto di alcune pratiche sia burocratiche che igieniche. Il rimpatrio delle salme dall’estero è regolamentato dalla convenzione internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937. Per quanto riguarda l’Italia, le rappresentanze diplomatico-consolari forniscono assistenza alle famiglie dei cittadini italiani deceduti all’estero. Il consolato provvede alla richiesta di autorizzazione al Comune italiano per la tumulazione della salma o delle ceneri, se il decesso è avvenuto in uno dei Paesi che non hanno ratificato la Convenzione di Berlino del 1937, e al rilascio del passaporto mortuario. Per ottenere il passaporto mortuario il richiedente deve recarsi, previo appuntamento, all’Ufficio consolare con il certificato di morte, il certificato della competente Autorità sanitaria locale dalla quale risulti che sono state osservate specifiche prescrizioni igieniche di sicurezza e il certificato che attesti il decesso in zona esente da malattie infettive e di natura endemica. Gli Stati che hanno ratificato la Convenzione di Berlino sul trasporto delle salme sono: Austria, Belgio, Egitto, Francia, Germania, Italia, Messico, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Democratica del Congo, Romania, Slovacchia, Svizzera e Turchia.

La convenzione di Berlino stabilisce che i paesi firmatari si impegnino a consentire l’entrata o il passaggio di transito, sui loro rispettivi territori, dei cadaveri di persone morte sul territorio di uno degli altri paesi. La convenzione stabilisce anche una serie di regole che hanno lo scopo di evitare inconvenienti dovuti al trasporto di salme da un paese all’altro, anche perché, a seconda del paese, possono cambiare le procedure destinate ai defunti mentre con questo regolamento si facilitano i rimpatri nei paesi che vi aderiscono. Ad esempio, secondo la convezione esiste l’obbligo di trasportare il cadavere in una cassa metallica chiusa ermeticamente, se la morte avviene in seguito a una malattia contagiosa il cadavere dovrà essere avvolto in un lenzuolo imbevuto di una soluzione antisettica. In caso di decesso in seguito a peste, vaiolo, colera, tifo, il trasporto non può avvenire prima che sia trascorso un anno. Oltre a questo, la Convenzione regola anche le modalità di trasporto via mare, gomma, aerea.

Rimpatrio salma all’estero, costi

Il rimpatrio di una salma dall’estero è oneroso. Molto dipende dalla distanza da coprire e dal tipo di trasporto utilizzato, ma è chiaro che se il decesso è avvenuto molto lontano dal paese di origine riportare la salma in Italia ha un costo molto elevato. In media si va da un minimo di circa 2000 euro fino a cifre che possono arrivare anche a 15.000 euro. La tariffa dipende sempre dal paese estero luogo della morte della persona e dal paese di destinazione ovvero luogo dove la salma andrà per la sepoltura. Mediamente le agenzie funebri includono nel prezzo di richiesta non soltanto il volo aereo necessario per coprire la distanza ma anche la logistica, la vestizione della salma, la cassa funebre e, non da ultimo, lo svolgimento delle pratiche burocratiche in quanto ogni paese ha le sue regole sul rimpatrio e alcuni di loro hanno più burocrazia da superare rispetto ad altri.

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