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Successione di morte, quali sono i costi e i tempi

19/10/2020
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La tassa di successione è un’imposta che gli eredi di beni o diritti reali immobiliari devono pagare allo Stato. L’importo della tassa non è fisso, ma si calcola sulla base di chi riceve in eredità i beni del defunto (quindi del rapporto di parentela esistente tra gli eredi e il defunto) e aggiungendo un’aliquota che varia sempre in base all’ammontare complessivo dell’eredità e al rapporto di parentela.

Nel caso in cui l’eredità debba essere suddivisa tra il coniuge e i discendenti (figli legittimi e naturali), al coniuge in vita tocca la metà dell’eredità se c’è con un solo figlio, un terzo dell’eredità se i figli sono due o più, ai quali spettano invece i due terzi, suddivisi in parti uguali. Se gli eredi accettano l’eredità, hanno l’obbligo di versare allo Stato la tassa di successione, ma occorre ricordare che nessuna tassa è dovuta per legge se l’eredità complessivamente ammonta a un totale inferiore a 1 milione di euro. Per maggiori informazioni, leggete il nostro articolo Cosa fare in seguito al decesso di un genitore.

Tassa di successione per un immobile

Quando si riceve in eredità un immobile, innanzitutto questo va dichiarato all’Agenzia delle Entrate, presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate della circoscrizione del defunto entro 12 mesi dalla data di apertura della successione. Devono presentare la dichiarazione i chiamati all’eredità e i legatari, oppure gli amministratori dell’eredità o gli esecutori testamentari. Non sono invece tenuti a pagare coloro che abbiano rinunciato all’eredità.

Il calcolo della tassa di successione prevede le seguenti franchigie:

Se all’interno dell’eredità ci sono anche immobili, anche se questi sono compresi nel valore della franchigia, gli eredi dovranno comunque pagare un’imposta ipotecaria e catastale che si applica al valore del bene, utilizzando il valore catastale.

Come si paga la tassa di successione

L’imposta di successione va pagata entro 60 giorni dalla data di notifica dell’avviso di liquidazione. Scaduto tale termine alla tassa potrebbero essere applicate sanzioni e interessi di mora. La tassa di successione può anche essere pagata a rate, tenendo presente che almeno il 20% dell’importo deve essere versato entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione mentre il resto può essere versato in otto o dodici rate trimestrali. Oltre alle tasse dovute allo Stato, nel calcolo del costo di una successione bisogna considerare anche le spese notarili. A seconda del valore dell’eredità e dell’asse ereditario, al notaio potrebbe essere corrisposta una cifra che va dai 300 ai 1000 euro circa. A questi costi, occorre aggiungere anche eventuali spese di marche da bollo, altre imposte, tributi.

Successione di morte, i tempi

La presentazione della dichiarazione di successione deve avvenire entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che generalmente corrisponde alla data di morte del contribuente. Se la dichiarazione di successione viene spedita per posta raccomandata, si considera presentata nel giorno in cui è stata spedita e fa fede il timbro postale. Prima di presentare la dichiarazione di successione gli eredi devono compilare il modello F23 per provvedere all’autoliquidazione e al pagamento dei seguenti tributi: l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale, l’imposta di bollo, la tassa ipotecaria. Una volta che l’imposta di successione viene notificata, gli eredi hanno 60 giorni per pagarla.

In caso di lascito di oggetti particolari, consigliamo di leggere Detenzione delle armi in eredità, cosa fare?

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