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Riesumazione cadavere: dopo quanti anni e perché?

25/08/2021
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La riesumazione, detta anche estumulazione, di una salma è quel procedimento che prevede il recupero della bara dal suo luogo di sepoltura originale, la sua apertura e la conseguente verifica dello stato dei resti mortali del defunto. La riesumazione di un cadavere può avvenire per diversi motivi, di tipo ordinario o straordinario e per ognuno di questi motivi esistono dei tempi previsti.

Riesumazione ordinaria

La riesumazione di tipo ordinario avviene quando scade la concessione cimiteriale, generalmente allo scadere dei 20 anni dalla sepoltura. In questo caso la bara viene estratta dal terreno o dal loculo che la conteneva, viene aperta e i resti mortali del defunto vengono spostati in un ossario. È una pratica indispensabile che la legge stabilisce per recuperare spazio, quando la salma si è totalmente decomposta, cioè quando è avvenuta la cosiddetta mineralizzazione. I resti ossei trovano così un’altra sistemazione, vengono raccolti in una cassetta di zinco di dimensioni ridotte o nell’ossario comune oppure cremati, a seconda di quello che decideranno i parenti. È obbligo del Comune avvisare i familiari del defunto che possono assistere a tutte le operazioni oppure incaricare un’agenzia funebre per occuparsene personalmente. Le operazioni di riesumazione vengono di solito programmate dai comuni nei mesi meno caldi dell’anno per limitare la diffusione di cattivi odori ed evitare problemi igienico-sanitari. Le amministrazioni locali emanano avvisi pubblici per avvertire la popolazione e gli uffici cimiteriali avvisano i familiari o le persone interessate che possono accordarsi con gli addetti dei servizi cimiteriali per essere presenti in quel momento. Nel caso che non ci siano familiari o persone interessate, la riesumazione ordinaria viene fatta d’ufficio, e i resti sono conservati prima in una apposita cassettina, per un breve periodo di tempo, e poi collocati nell’ossario comune.

Riesumazione straordinaria

La riesumazione della salma di tipo straordinario avviene prima dei tempi previsti per diverse cause. Ad esempio i parenti potrebbero desiderare di cremare i resti del defunto, oppure potrebbero voler spostare il luogo della sua sepoltura. In alcuni casi, potrebbe essere il giudice a ordinare una riesumazione straordinaria, ad esempio nei casi di procedimento giudiziario in corso, per fare un’autopsia o per accertamenti diagnostici. In questi casi sarà necessaria la presenza di un medico legale in qualità di consulente tecnico.

Quanto costa la riesumazione del cadavere

Chi volesse per qualunque motivo richiedere la riesumazione di un cadavere deve mettere in conto che tutte le spese sono a suo carico, a meno che non sia stato il giudice a richiederlo. Si paga una tassa di esumazione, a questa bisogna poi aggiungere il costo per l’acquisto della cassetta ossario, i diritti d’Agenzia e l’assistenza cimiteriale nel caso in cui ci si rivolga a un’agenzia funebre. Le tariffe possono variare da comune a comune e dall’agenzia di onoranze funebri. Una riesumazione ordinaria costa attorno ai 350,00 euro, mentre per un’esumazione straordinaria si possono spendere anche 1.500,00 euro.

Chi paga per la riesumazione di un cadavere?

Come abbiamo già detto, i costi per la riesumazione di un cadavere sono sempre a carico del richiedente. Il Comune paga soltanto nel caso in cui il defunto fosse indigente o nel caso in cui i parenti siano disinteressati ai suoi resti mortali.

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