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Cosa si prova nel momento in cui si muore

01/12/2020
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La morte è una certezza della vita eppure è il momento del quale sappiamo meno. Nessuno potrà mai sapere o spiegare cosa succede davvero nel momento appena precedente o appena successivo alla morte. Provare a immaginarlo è inutile perché non c’è modo di sapere quanto ci stiamo avvicinando alla realtà. Un fatto però è certo: esistono alcune evidenze scientifiche che ci possono aiutare a fare luce sul momento in cui si muore, racconti di esperienze di persone, che per via del proprio lavoro vedono spesso persone morire e persone che hanno vissuto esperienze di premorte o situazioni di pericolo nelle quali credevano che sarebbero morti.

Da un punto di vista fisico, sappiamo cosa accade al corpo che si avvicina alla morte. Il respiro si fa affannoso, fino al rantolo della morte, il colorito si spegne, il cuore batte debolmente e ci sono anche molti altri segnali che un medico è in grado di riconoscere, ma quale sia davvero l’esperienza a livello mentale, che cosa si prova, rimane un mistero. Alcuni medici, che durante la loro carriera sono stati spesso accanto a persone in procinto di morire, raccontano che moltissime persone si attardano ad andare via, resistono alla vita che le vuole abbandonare. Un altro fatto comune è che la morte, per chi sta morendo, è quasi un fatto ordinario, qualcosa di normale, mai traumatico. Si fa un ultimo respiro, si chiudono gli occhi e si va via, come quando ci si addormenta per un pisolino pomeridiano, una vita si spegne per sempre mentre tutto attorno la vita degli altri e del mondo continua.

Ovviamente c’è molta differenza tra chi muore in pace nel proprio letto o sedato in ospedale, per queso secondo caso vi consigliamo la lettura dell’articolo cosa fare quando la morte avviene in ospedale, e chi invece deve affrontare una morte traumatica a seguito di incidenti di vario tipo. Nei casi più repentini, la morte avviene sul colpo e quindi secondo i medici il soggetto deceduto non ha il tempo di rendersi conto né del dolore, né della vita che lo sta abbandonando. In altri casi, come la morte per annegamento o per emorragia, la morte è preceduta da uno stato di incoscienza, nel quale il cervello che non riceve più ossigeno ed entra in uno stato di torpore prima di spegnersi per sempre.

Molte persone in coma, sedate perché in terapia intensiva oppure a causa di operazioni, che sono state molto vicine alla morte, raccontano di aver provato sensazioni piacevoli, leggerezza, sollievo, il dolore che si allontana, un calore piacevole e la visione di luci. Alcune di queste sensazioni potrebbero essere elaborazioni che il cervello fa di quello che sta accadendo all’esterno e tutto intorno alla persona in stato di incoscienza. Per finire, una delle esperienze tipiche di chi stava per morire è quella di vedere il film della vita che ti scorre in un attimo davanti agli occhi. Di solito succede a chi si trova in una situazione di pericolo così imminente da realizzare in un istante che potrebbe morire. Chi ha vissuto questo tipo di esperienza di solito racconta che tutto inizia a sembrare lontano, e si vede passare davanti agli occhi tutta una serie fatti della propria vita, di rimpianti, di felicità, che possono essere anche tantissimi. Tutto avviene in pochi secondi, ma per il cervello è come se fossero passate delle ore.

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