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Cosa fare quando la morte avviene in ospedale

03/11/2020
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Può accadere di perdere un caro che da tempo si trovava in ospedale, per sottoporsi a cure o a causa di una lunga malattia. In questi casi ci si può trovare nella condizione di assistere al trapasso e di essere presenti durante gli ultimi respiri, se volete sapere cosa sono, leggete Rantolo della morte, cos’è. In casi come questo, quando il decesso avviene in un ospedale, o comunque all’interno di una qualsiasi altra struttura sanitaria come casa di riposo, struttura socio assistenziale o in un altro istituto, saranno appunto i sanitari ad occuparsi di tutte le pratiche necessarie. Saranno loro a redigere le pratiche di constatazione di morte e a trasportare la salma nella camera mortuaria.

Se non è necessario effettuare un esame autoptico, la salma del defunto viene trasferita nella Camera Mortuaria dove resta sotto osservazione per almeno 24 ore. Il medico necroscopo redige un certificato che accerta la morte, dopo un’attesa minima di 15 ore e dopo non oltre 30 ore dal decesso. In ospedale, nella maggior parte dei casi, si preferisce accelerare i tempi eseguendo un tanatogramma della salma, cioè un elettrocardiogramma della durata di circa 20 minuti, in grado di attestare la mancanza di attività cardiaca. Il funerale però deve attendere, poiché in nessun caso si può consegnare la salma alla famiglia prima che siano trascorse 24 ore di osservazione. I sanitari poi consegneranno ai familiari del defunto la Scheda Istat già compilata e inoltreranno al comune la dichiarazione di morte.

Generalmente, se la morte avviene in reparto o in Pronto Soccorso, i sanitari consentono alla famiglia di andare a dare l’ultimo saluto al loro caro e lasciano la salma nella stanza dove è avvenuto il decesso in modo che i parenti possano dargli l’ultimo saluto.

Il personale ospedaliero si può anche occupare della preparazione e vestizione della salma in vista del funerale, per questo motivo spesso si richiede di portare in ospedale i vestiti il prima possibile. Di norma gli ospedali dispongono anche di camere ardenti dove è possibile trattenere il defunto per 24 ore, fino al momento delle esequie funebri, con orari di vista al pubblico. Se in alternativa al servizio proposto dall’ospedale, preferite il sostegno di un servizio professionale, potete consultare la nostra pagina Allestimento Camere Ardenti. Sempre entro 24 ore dal decesso per cause naturali, i familiari possono chiedere all’ospedale di trasferire il corpo a casa o nella sala prevista per il commiato, con trasporto in cassa aperta. Molte famiglie scelgono di riportare a casa i loro cari defunti in modo da potergli dare un ultimo saluto in un ambiente a loro caro, dove anche altri familiari e amici possano recarsi per portare un saluto e un fiore.

Si tratta di un momento molto delicato, che richiede una grande forza d’animo e che mette alla prova chi è costretto a sentire questo dolore. Occorre quindi sapere che, in ogni momento, sono i familiari a decidere come disporre della salma del defunto, scegliendo in autonomia e libertà l’agenzia funebre e le modalità della sepoltura. Nessuno, né medici né infermieri né altro personale ospedaliero, può suggerire o contattare un’agenzia funebre né mettere fretta alla famiglia per prendere una decisione più immediata. Nonostante sia difficile rimanere lucidi, è necessario anche in questa circostanza ricordare di agire con saggezza scegliendo i professionisti dei quali ci si fida di più.

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