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Cosa c’è dopo la morte secondo le principali religioni?

08/12/2021
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Il tema della vita dopo la morte è fondamentale in tutte le religioni del mondo. Da sempre l’uomo si interroga su senso e sul significato della sua esistenza e del perché debba avvenire la morte, intesa come perdita della coscienza e separazione dal corpo che abbiamo abitato con la nostra mente e la nostra anima. Secondo le varie religioni ci sono diversi scenari che spiegano cosa c’è dopo la morte.

La vita dopo la morte nell’Ebraismo

Nell’ebraismo biblico della Torà, la morte è collegata al peccato di Adamo in quanto è una sua conseguenza. I morti scendono nello Sheol, dove vivono come ombre e in assenza del rapporto con Dio. L’ebraismo ortodosso invece sostiene il principio della resurrezione corporea dei morti e la credenza in un mondo futuro in cui i giusti ottengono la loro vera ricompensa e i malvagi la loro meritata punizione.

La vita dopo la morte nell’Islam

Il Corano sostiene che dopo la morte l’esistenza umana continua con una resurrezione spirituale e fisica. A seconda del comportamento che si è tenuto in vita, l’aldilà sarà una vita di premi o di punizioni. Sarà Dio, al momento della resurrezione dei morti a giudicare tutti e decidere la destinazione finale, se l’inferno o il paradiso.

La vita dopo la morte nel Cristianesimo

Nel Nuovo Testamento si legge che Cristo è colui che ha vinto il peccato e la morte. Per il Cristianesimo l’anima è immortale e la morte (conseguenza del peccato originale) è considerata come la temporanea separazione dell’anima dal corpo, il cui ricongiungimento avverrà con la risurrezione, e la fine dello stato di prova per l’uomo. Alla morte segue il giudizio individuale e la vita eterna che potrà svolgersi nello stato di felicità assoluta del paradiso o in una condizione di pena a seconda dei peccati della vita terrena.

 La vita dopo la morte nelle religioni orientali

Le religioni orientali hanno un’idea della morte molto diversa. Nel buddismo si ritiene che l’anima si reincarni dopo la morte in un altro corpo e continui così a ripetere il ciclo di nascita e di morte che la porterà infine al compimento del suo karma e al raggiungimento di uno stato superiore. Una volta che l’anima avrà raggiunto questo stato non avrà più bisogno di reincarnarsi. Per i buddisti ciò che conta è che l’anima dei defunti, attraverso le reincarnazioni e le rinascite viene definitivamente liberata dal dolore dell’esistenza e questo ciclo continua fino a che l’anima non raggiunge la felicità assoluta, cioè il nirvana.

Gli induisti invece chiamano il ciclo di vita e morte con il nome di Samsara. Anche gli induisti credono alla reincarnazione, e quindi sostengono che quando un corpo muore, l’anima lascia il corpo e vaga per tre epoche per poi trovare un nuovo corpo. La reincarnazione in un altro corpo dipende dal Karma: se il soggetto ha vissuto una vita piena di azioni positive allora la sua condizione di vita migliorerà, in caso contrario, peggiorerà. Solo con un Karma neutrale sarà possibile andare nell’aldilà. Per l’induismo però esistono diversi paradisi, che sono intesi come luoghi di passaggio prima che l’anima rinasca sulla Terra.

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