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Come superare la perdita del marito

16/02/2022
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La perdita del coniuge è un dolore immenso. Perdere per sempre la persona con la quale si è costruita la vita, quella che abbiamo amato incondizionatamente e con la quale abbiamo costruito la nostra famiglia è una ferita profonda che non si rimargina facilmente. Coloro che hanno provato il lutto per la perdita del coniuge raccontano di momenti di profondo sconforto, di una tristezza che non passa e della sensazione di avere una ferita sanguinante al cuore. Sono tutte sensazioni ed emozioni che riguardano tutti coloro che hanno attraversato e superato la perdita del marito o della moglie.

In Italia i vedovi e le vedove sono quasi 5 milioni di persone, per la maggior parte del Centrosud, la maggior parte dei quali sono donne mentre gli uomini sono molti di meno. Il lutto è un’esperienza che ha caratteristiche comuni e quasi nessuna differenza tra uomini e donne, se non per gli aspetti più concreti. Un uomo che perde la moglie fa fatica a rimettere a posto la propria quotidianità domestica e quindi si tuffa a capofitto nel lavoro o in altre attività per soffocare il dolore. Una donna che perde il marito invece soffre di più per il sentimento di separazione, senza dimenticare che, le donne casalinghe, si trovano spesso a fare i conti con improvvisi problemi economici.

Depressione per la perdita del coniuge

È praticamente normale, se non addirittura fisiologico, che dopo la perdita del marito o della moglie di attraversi un periodo di depressione. È una reazione normale essere depressi per qualche mese dopo una grave perdita, ma se la depressione diventa cronica è meglio chiedere aiuto a un medico o a uno psicologo. La cosa importante è accorgersi quando il lutto, da normale, diventa patologico e quindi interferisce nella vita quotidiana di chi è rimasto rendendola invivibile. Nei primi mesi dopo la perdita si dovrebbe ricominciare a uscire, a lavorare e a studiare, e anche ad avere un minimo di vita sociale seppure limitata alle persone più care.  Non c’è un periodo di tempo stabilito per iniziare a migliorare la qualità della propria vita, ognuno ha i suoi tempi e non esiste nessuna regola, così come non esistono fasi obbligatorie di elaborazione del lutto. Affidarsi al consiglio di un esperto, o di un medico, consente però di iniziare un percorso psicologico o farmacologico a seconda dei casi che consenta di elaborare il lutto, rimettersi in gioco e agire per superare la perdita del coniuge affrontando la nuova condizione di vita.

Sentirsi sole dopo la morte del marito

Provare solitudine e senso di abbandono è perfettamente normale e fa parte dell’elaborazione del lutto. Sebbene non sia questa la sede giusta per dare consigli di nessun tipo, ci sono alcuni libri scritti da professionisti che potrebbero essere un punto di partenza per iniziare a superare il dolore della perdita. Si tratta di “Nessuna ferita è per sempre” dello psichiatra Raffaele Morelli e di “Incontrare l’assenza” dello psicoanalista Massimo Recalcati, che affrontano il problema del lutto da professionisti quali sono.

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